Kenshin

ATTENZIONE AGLI SPOILER: questo è un riassunto abbastanza dettagliato dei volumi dal 7 al 28 (con una brevissima sintesi dei primi 6), per cui, se non volete rovinarvi sorprese e colpi di scena, non leggete oltre!

Il capitolo di Tokyo: inizia con l’entrata in scena di Kenshin, e comprende gli incontri con tutti i membri del Kenshin-gumi e i duelli contro i vari nemici che li minacciano. Ci sono anche due storie che hanno Sanosuke e Yahiko come personaggi principali.

Importante ai fini della continuazione della storia è lo scontro con Aoshi e gli altri 4 dell’Oniwabanshuu. Questi lavoravano per Kanryuu, l’uomo d’affari che obbligava Megumi a produrre oppio. Kenshin combatte contro Aoshi per liberare la donna, ma i due non possono concludere perché compare Kanryuu con una mitragliatrice, e inizia a sparare loro contro. I quattro seguaci di Aoshi muoiono facendogli da scudo, poi Kenshin ferma l’uomo. Alla fine Aoshi se ne va, promettendo a Kenshin che lo ucciderà perché, per l’onore dell’Oniwabanshuu, deve dimostrare che il più forte è lui.

Le cose si fanno veramente interessanti solo dal volume 7, che riassumo solo brevemente: Kenshin si sente inquieto e continua a ripensare ai tempi del Bakumatsu, soprattutto ai suoi combattimenti contro lo Shinsengumi e Hajime Saitou, ma decide di non pensarci troppo perché tutti si stanno preoccupando per lui e va a pranzo fuori con i suoi amici.
Mentre tutti sono fuori, al dojo arriva Sano, che sperava di scroccare un pranzo. Arriva anche un uomo che si dichiara un venditore di medicine, ma Sano capisce subito che è invece uno spadaccino: i due hanno uno scontro e Sano perde clamorosamente. Fortunatamente il Kenshin-gumi torna, per cui Megumi si può prendere cura delle sue ferite, osservando la natura delle quali Kenshin capisce che non può essere stato altri che Saitou a provocarle.
Intanto vediamo che Saitou è andato a parlare con l’uomo che l’ha ingaggiato per uccidere Battousai: si tratta di un ex Ishin Shishi che ora lavora per il governo, ma non rivela quali sono i motivi per cui adesso vogliono la morte di un un loro vecchio compagno che ora è solo un vagabondo.
In seguito Saitou si accorda con un altro che lavora per lo stesso uomo per cui lavora lui: manderà un biglietto a Kenshin con un appuntamento per un duello, ma sarà l’altro a partecipare, così potrà prendersi il merito per aver ucciso Battousai… o almeno questo è quello che Saitou dice al suo interlocutore! In realtà lui sa benissimo che vincerà Battousai e vuole solo che l’altro lo tenga occupato mentre va al dojo…
Ovviamente Kenshin batte il suo avversario, poi torna al dojo e lì trova Saitou, che però non ha fatto niente a Yahiko e Kaoru, si è semplicemente presentato come poliziotto (effettivamente questo è il mestiere che fa ora) per poter entrare e aspettarlo. All’inizio parlano: Saitou gli dice che lo osserva da molto tempo e che ha potuto vedere quanto è diventato debole, visto che i nemici che ha avuto fino ad ora non erano particolarmente forti, ma gli hanno dato comunque dei problemi, e gil fa notare che, se avesse voluto, avrebbe potuto uccidere Yahiko e Kaoru, ma non l’ha fatto.
I due hanno quindi un cruento scontro, durante il quale tutti si accorgono che, battaglia dopo battaglia, lo spirito di Battousai riemerge sempre più prepotentemente, senza che Kenshin neanche se ne renda pienamente conto. Il duello non vede però vincitori, perché viene interrotto dall’entrata nel dojo di un uomo del governo (Toshimichi Okubo) e il rurouni torna in sé (con grande gioia di Kaoru, vista la sua reazione !). Il fatto è che il governo vuole ingaggiare Kenshin per uccidere Shishio e tutti i membri del Juppongatana, che da Kyoto (la loro base operativa) stanno tramando per conquistare l’intero Giappone. Saitou è stato ingaggiato solo per testare la forza del rurouni non per ucciderlo veramente!
Ovivamente viene spiegato anche chi è Shishio: si tratta dell’uomo che ha sostituito Kenshin in qualità di Hitokiri quando ha deciso di smettere di essere Battousai. Era un uomo crudele e spietato e, siccome i suoi compagni pensavano che una volta nato il governo Meiji avrebbe usato le informazioni in suo possesso per ricattarli, lo avevano ucciso e avevano bruciato il suo presunto cadavere. Presunto, perché in realtà non era morto, e questo nonostante le ustioni riportate. Adesso ha costituito un gruppo di uomini altrettanto crudeli (il Juppongatana, appunto) e trama per conquistare il Giappone.

(Piccola spiegazione per i più attenti: Saitou era uno Shinsengumi, Kenshin e gli uomini per cui lavora erano Ishin Shishi, c’è qualcosa che non torna! No, semplicemente Saitou si sente responsabile per il governo che è nato perché comunque ha partecipato alle battaglie che hanno portato ad esso, anche se ha perso)

Kenshin ha una settimana per decidere cosa fare.
Il giorno stabilito, si mette in marcia per andare a parlare con Okubo, ma lo trova morto, assassinato per strada: l’omicida è Souijrou! Mentre Kenshin osserva il corpo, il ragazzo, da dietro le sue spalle, gli dice che quello sarà anche il suo destino, se si metterà contro Shishio.
Ma Kenshin adesso deve prendere una decisione: alla fine realizza che anche lui ha un ruolo importante negli avvenimenti che stanno avvenendo e, conscio di essere l’unico che può fermare il suo successore, e conscio del fatto che la sua presenza al Kamiya-dojo rappresenta una minaccia per Kaoru e gli altri (chi si vuole vendicare di Battousai potrebbe anche fare loro del male), decide di partire.

Il capitolo di Kyoto: inizia con la partenza di Kenshin per Kyoto, dopo che ha detto addio (in una scena moooooolto romantica ^_- alla fine del volume 7) a Kaoru, le ha spiagato i suoi motivi e l’ha ringraziata per tutto quello che ha fatto per lui.

Durante il viaggio, Kenshin fa la conoscenza di Misao, che sta viaggiando verso Kyoto alla ricerca di Aoshi. All’inizio Kenshin non vorrebbe fare il viaggio insieme a lei: vorrebbe viaggiare da solo per non mettere altre persone in pericolo in caso di attacco dagli uomini di Shishio. Misao però non ha alcuna intenzione di mollarlo, perché vuole da lui informazioni sul suo amato Aoshi (durante un dialogo ha scoperto infatti che si conoscono).
Dopo molte peripezie (hanno uno scontro con gli uomini di Shishio, arrivando perfino ad incontrarlo di persona, e Kenshin ha un duello con Soujirou, che però finisce in parità) i due giungono a Kyoto insieme e lì si uniscono a quello che rimane dell’Oniwabanshuu, cioè un vecchio di nome Nenji, due uomini e due donne.
Kenshin, riconosciuto da Nenji come Battousai, racconta al vecchio di Aoshi e degli altri, e Nenji gli offre il suo aiuto, anche a costo di uccidere il suo Okashira con le sue stesse mani: ormai è diventato solo un uomo assetato di sangue e non lo può più considerare il suo capo.

Kenshin chiede a Nenji di cercare per lui due uomini.
Uno è Arai Seikuu, l’uomo che dieci anni prima gli forgiò la sakabatou. Egli è morto, ma suo figlio è ancora in vita. Kenshin prova a chiedere a lui di forgiargli una nuova spada, perché la vecchia gli è satata spezzata da Soujirou, ma l’uomo rifiuta: ha giurato a sé stesso di non costruire mai armi.
Kenshin così se ne va, ma viene richiamato poco tempo dopo da Misao, che era andata a cercare di convincerlo a ripensarci: Seikuu e la sua famiglia sono infatti stati attaccati da Chou.
Ovviamente il rurouni ha dei grossi problemi a combattere, perché si ritrova a dover usare solo il fodero della sua spada, ma Seikuu, osservandolo, capisce che tipo di persona è, decide di fidarsi e gli dona l’ultima arma fatta da suo padre. Kenshin la usa a rischio di rompere il suo giuramento di non uccidere più, perché è l’unico modo che ha per salvare il figlio dell’uomo. E dopo averla usata si accorge che si tratta di una sakabatou!
Così bambino e giuramento sono salvi.

L’altro uomo è Hiko Seijuurou, che poi si scopre essere il suo vecchio maestro. Kenshin ha infatti interrotto il suo addestramento a 14 anni, quando è diventato Battousai, e ora vorrebbe riprenderlo per imparare l’ultimo e più potente colpo della Hiten-Mitsurugi-ryuu (l’Amakakeru Ryuu no Hirameki) e diventare abbastanza forte da poter sconfiggere Shishio senza ucciderlo.

Intanto anche al dojo sono successe varie cose. Sano è partito subito dopo la notizia dell’addio di Kenshin e dopo uno scontro con Saito: questi, infatti, non voleva che Sano raggiungesse l’amico, perché riteneva che potesse essergli solo d’ostacolo con la sua debolezza.
Sano si rende effettivamente conto di dover migliorare la sua tecnica, ma non per questo rinuncia ad andare. E l’occasione giusta la trova durante il percorso, quando incontra Anju Yuukyujan: è infatti proprio lui ad aiutarlo ad allenarsi (ovviamente nessuno dei due sa l’identità dell’altro!).
Dopo arriva a Kyoto, e lì si fa arrestare per riuscire ad incontrare Saito: solo in questo modo Sano è sicuro di trovare in fretta Kenshin.

Anche Kaoru e Yahiko sono partiti, ma dopo qualche giorno nel quale Kaoru è rimasta a piangere nel suo letto rifiutandosi di mangiare e di parlare. E’ Megumi che riesce a scuoterla, ed è Yahiko che la convince a partire.
I due, arrivati a Kyoto, incontrano Misao in un ristorante. E’ proprio lei ad aiutarli a ritrovarlo portandoli direttamente a casa di Hiko, dove anche Kenshin è appena giunto e sta discutendo col suo maestro, che si rifiuta di riprendere gli insegnamenti per due motivi: è stato Kenshin stesso a volerli interrompere 14 anni prima, e poi il suo “stupido allievo” ha fatto un uso assolutamente sbagliato della sua tecnica.
Kenshin rimane ovviamente sorpreso nel vedere i due, e sinceramente appare anche piuttosto arrabbiato, visto che non guarda neanche in faccia Kaoru . Comunque sono proprio loro due e Misao a convincere Hiko a riprendere gli insegnamenti, e così l’allievo e il maestro si ritirano sulle montagne.

Nel frattempo anche Aoshi sta cercando Kenshin.
Arrivato a Kyoto viene contattato da Soujirou, che gli propone un incontro con Shishio. All’inizio l’uomo rifiuta, ma alla fine accetta e si mette d’accordo con Shishio per uccidere Kenshin. Arriva addirittura a combattere con Nenji ed i suoi ex-compagni dell’Oniwabanshuu per sapere da loro dov’è.
Misao, sconvolta per questo cambiamento nell’uomo che ama, alla fine decide di diventare il nuovo Okashira e di aiutare Kenshin anche a costo di scontrarsi personalmente con Aoshi.

Intanto l’allenamento di Kenshin arriva a termine. Esso ha avuto come scopo fondamentale non solo l’imparare le ultime tecniche, ma anche la presa di coscienza da parte di Kenshin stesso che la sua vita è importante per molte persone, e lui deve darle valore: solo tenendo alla sua vita può combattere al massimo.
Il rurouni può così ripartire.
Prima di andarsene chiede a Hiko di prendersi cura dei suoi amici, ma lui rifiuta: Kenshin ha infatti deciso di non voler essere il nuovo maestro della Hiten-Mitsurugi-ryuu, il nuovo Hiko Seijuurou, e quindi Hiko non si considera più il suo maestro e non vuole essere coinvolto da lui in altri problemi.
Lungo la strada Kenshin viene intercettato dagli uomini di Saito, che lo portano dal loro capo. Insieme, grazie anche a informazioni ricevute da Chou (che dopo essere stato sconfitto è stato arrestato), Saito, Kenshin e Sano (il suo strano piano ha funzionato ^_^;;) capiscono quali sono le intenzioni di Shishio: incendiare Kyoto e attaccare dal mare Tokyo, tutto in una notte.
Kenshin scrive una lettera a Misao per informare l’Oniwabanshuu di quello che sta per accadere, e subito dopo i tre uomini si dirigono verso Osaka (il porto dal quale Shishio stava partendo).

I Juppongatana, per portare a termine il piano, si sono divisi in due gruppi. Una parte si dirige a Kyoto per appiccare il grande incendio, ma la popolazione (avvertita dall’Oniwabanshuu) è pronta ad accoglierli e fermarli.
L’altra parte (Shishio, Yumi, Soujirou e Houji) è invece pronta a salpare per Tokyo, ma viene fermata da Kenshin, Saito e Sano, che riescono a danneggiare la nave grazie a delle bombe che Sano aveva portato con sé. Prima di andarsene Shishio da però ai tre uomini un appuntamento al suo quartier generale per lo scontro finale.

Kenshin e Sano possono così tornare a Kyoto e riunirsi ai loro amici, anche se per un breve periodo.
Prima della partenza per la battaglia finale Kenshin promette a Misao che riporterà Aoshi indietro e a Kaoru che torneranno presto tutti insieme a Tokyo.

Il piano di Shishio è questo: far combattere Kenshin, Sano e Saito con i tre più forti tra i Juppongatana (Soujirou, Anji e Usui), in modo che si abbiano tre regolari scontri faccia a faccia, e mandare gli altri (tranne Houji e Yumi) a eliminare l’Oniwabanshuu direttamente nel suo quartier generale, compresi Kaoru e Yahiko.
Il ruolo di Yumi è quello di accompagnare gli “ospiti” per i vari corridoi del castello, in modo che non si perdano (che personcina premurosa, Shishio!!).

Non andrò nei particolari degli scontri, altrimenti questo riassunto non finirà mai!
Il primo duello è tra Anji e Sano, e termina con una vittoria di Sano, che alla fine riesce a far capire al suo avversario i suoi errori.
Il secondo è tra Usui e Saito: siccome i due erano soli nella stanza (Kenshin e Sano hanno proceduto per non perdere tempo), Saito non si fa problemi e taglia a metà l’avversario!
Dopodiché Kenshin viene intercettato da Aoshi, e c’è un combattimento tra i due: finisce con la vittoria di Kenshin, che riesce a anche a far tornare in sé Aoshi, mantenendo così la sua promessa.

Intanto gli altri sono stati attaccati dal resto dei Juppongatana: Yahiko sconfigge Henya, e Kaoru e Misao insieme sconfiggono Kamatari (e ovviamente non ci sono morti).
L’ultimo scontro avviene tra Fuji e Hiko, che alla fine è andato ad aiutare gli amici di Kenshin: in fondo in fondo al suo stupido allievo tiene molto! Vince ovviamente Hiko.

Così l’unico del Juppongatana rimasto è Soujirou, che sta aspettando Kenshin per l’ultimo scontro.
In realtà non sono stati nominati due membri, e vi potreste chiedere che fine hanno fatto: Iwanbou se n’è scappato dopo aver picchiato un pò gli altri dell’Oniwabanshuu, perché è solo un gigante idiota, mentre Saizuchi si può considerare sconfitto insieme a Fuji, perché i due andavano in coppia ed era Fuji a combattere, mentre Saizuchi non faceva niente (^_^;;).
Ops, manca anche Houji, ma lui non deve fare niente: dall’inizio dei combattimenti è sempre stato nella stanza di Shishio ad aspettare con lui l’evolversi degli eventi.

Successivamente c’è quindi lo scontro tra Soujirou e Kenshin.
E’ veramente emozionante e coinvolgente, anche perché durante il duello Soujirou vede cadere tutte le certezze che si era costruito credendo ciecamente in Shishio.
Alla fine è Kenshin a uscire vincitore, lasciando il ragazzo, ormai convinto che il suo avversario è nel giusto, alle cure di Yumi. Ma, nonostante tutto, il ragazzo è grato a Shishio per averlo liberato dai suoi oppressori (cioè i suoi genitori), quindi spiega a Yumi il segreto dell’Amakakeru Ryuu no Hirameki, in modo che la donna possa a sua volta dirlo a Shishio.
Dopodiché Soujirou se ne va piangendo a cercare da solo le sue risposte.

A questo punto è la volta dello scontro finale con Shishio.
All’inizio Kenshin ha la peggio, ma l’intervento di Saito prima e di Aoshi dopo gli danno il tempo di riprendersi. Ricomincia quindi il combattimento dei due, e Kenshin stavolta sembra stare vincendo. Quando Shishio sembra sconfitto, e sta in ginocchio davanti a Kenshin, Yumi si frappone tra i due per impedire al rurouni di colpirlo. Shishio ne approfitta, e colpisce Kenshin sul fianco trapassando Yumi, che muore felice, perché ha finalmente potuto partecipare ad uno dei combattimenti e si è resa utile (contenta lei…). Mentre Shishio sta per dare il colpo di grazia a Kenshin, lui ha una visione Kaoru che grida il suo nome in lacrime, e riesce a reagire.
Ormai comunque è troppo tardi per qualsiasi cosa: Shishio, a causa delle ustioni riportate quando gli Ishin Shishi hanno cercato di ucciderlo, non possiede più le ghiandole sudoripare e non può più regolare la temperatura del suo corpo. Per questo motivo più combattere al massimo per 15 minuti, ma il tempo è passato e l’uomo muore per autocombustione.
Kenshin, Sano e Aoshi riescono a uscire dal castello grazie a Saito, mentre quest’ultimo sembra che vi rimanga intrappolato all’interno e sembra che muoia (ovviamente non muore: riappare alla fine del capitolo!). Così i tre possono finalmente tornare tra i loro amici.

Passa così un mese in piena tranquillità, mese durante il quale anche Megumi è arrivata a Kyoto per curare le ferite di Kenshin.
Un giorno, grazie ad una visita di Chou, che adesso è un poliziotto, si viene a sapere il destino degli ultimi membri del Juppongatana: Henya, Fuji e Saizuchi sono entrati a lavorare per il governo, Kamatari si è messa a scrivere la storia dei Juppongatana, Soujirou e Iwanbou sono riusciti a scappare, Anji è in prigione, dove deve scontare 25 anni, mentre Houji si è ucciso in carcere.

Il capitolo dei ricordi: inizia con il primo capitolo del volume 18, ambientato nel giorno prima del ritorno a Tokyo di tutto il Kenshin-gumi. Sanosuke e Yahiko si recano nel luogo dello scontro finale con Shishio e traggono le loro conclusioni sulla vicenda.
Megumi parla a Kaoru delle condizioni di salute di Kenshin: ormai ha combattuto talmente tanto che le sue condizioni sono molto precarie e anche un solo altro combattimento potrebbe essergli fatale. Megumi chiede quindi a Kaoru di aiutarlo, perché soltanto l’unica persona che lui ha sentito la necessità di salutare prima di partire per Kyoto può fermarlo.
Riguardo a Kenshin, lui si reca ad una tomba dove giace una persona che ha ucciso durante i suoi ultimi giorni da Battousai, una persona che sembra sia legata in qualche modo alla sua cicatrice e il cui ricordo lo fa sicuramente molto soffrire, ma per ora non ci è dato sapere di più.

Il giorno seguente, dopo i saluti di rito, tutti tornano a Tokyo. Ma qualche problema comincia già a profilarsi all’orizzonte: un misterioso spadaccino, tornato dopo 10 anni in Giappone da Shangai, si reca a Kyoto sulla stessa tomba dove era stato Kenshin e scalcia via i fiori che lui aveva portato. Ne deduce che le voci su ritorno di Battousai erano vere e chiede a Iwambo, che è comparso dietro di lui, se è vero che ora si fa chiamare Kenshin e se ha ancora la cicatrice a croce. Poi dice che sua sorella ha ancora un conto in sospeso con Battousai e che deve affrettarsi verso Tokyo, il tutto rivolgendosi sempre a Iwambou, ma chiamandolo Gein: a questo punto dall’interno di Iwambou, che si capisce essere solo una bambola ben costuita, esce un altro uomo, Gein, appunto.

A questo punto la scena sposta di nuovo a Tokyo, dove, all’Akabeko, è stata organizzata una festa in onore del Kenshin-gumi. Kenshin è in ritardo e, mentre lui ancora non c’è, un uomo gigantesco entra nel ristorante e ordina da mangiare. Nel momento in cui, dopo aver finito, apre la porta per andarsene, incrocia Kenshin che sta entrando, per cui i due si trovano faccia a faccia. Kenshin si ricorda di averlo già incontrato prima, quando era ancora Battousai, mentre il gigante non sembra averlo riconosicuto
L’uomo si reca sul monte Ueno, a nord di Tokyo, dove si trova anche lo spadaccino dai capelli argentati. Qui veniamo a sapere che il gigante si chiama Kujiranami. Inoltre scopriamo che lo spadaccino misterioso ha messo su un gruppo di 6 persone che odiano Battousai (Kujiranami e Gein sono due di queste) con lo scopo di vendicarsi di Kenshin.
Ed il loro attacco inizia in proprio quell’esatto momento, mentre il Kenshin-gumi sta passeggiando tranquillamente, e consiste nel ditruggere l’Akabeko con una bomba, impresa in cui riescono perfettamente. Quando la polizia, Kenshin e Sano arrivano sul monte, trovano solo un biglietto su cui c’è scritta una sola parola, Jinchuu, che, in passato, per gli Ishin Shishi significava “anche se gli dei non lo puniscono, egli pagherà comunque il suo debito”.

Intanto lo spadaccino dai capelli argentati si è installato in una villa in un isola poco lontano da Tokyo. Lì si trovano anche Gein e Kujiranami, che presto vengono raggiunti dagli ultimi tre del gruppo: Hyouko, Banjin e Mumyoui. A questo punto l’uomo spiega ai suoi compagni il piano: non si tratta semplicemente di uccidere Kenshin, ma di fargli tornare per prima cosa alla mente tutti i crimini che ha commesso da Battousai. Si tratterà quindi di una vendetta lunga, che si concluderà con la morte del loro avversario per mano di chi, tra di loro, si dimostrerà il più forte.
Alla fine, quando ormai nella stanza c’è solo Gein, l’uomo si rivela essere Enishi Yukishiro, e dice di voler compiere la sua vendetta per sé e per sua sorella.

Al dojo si sta facendo sera: Kenshin e Sano deicidono di non raccontare a nessuno del biglietto e del fatto che Kujiranami si vuole vendicare di lui, poi si preparano per la notte, quando è più facile che avvengano gli attacchi. Ed effettivamente, la notte stessa, Hyouko e Banjin assaltano due luoghi dove si trovano degli amici di Kenshin.
Sano si reca in uno e si trova a combattere contro Banjin, mentre Kenshin va nell’altro, dove combatte contro Hyouko. Entrambi gli scontri terminano quando l’avversario se ne va dicendo che è il momento per il Jinchuu, che in questo caso significa la completa distruzione del posto che era stato attaccato, proprio come è successo all’Akabeko.

Soltanto all’alba Kenshin si incammina verso il dojo. Ma per strada lo aspetta Enishi. Kenshin lo riconosce, lo chiama per nome, accanto a lui ha la visione di una figura femminile e chiama per nome anche lei, Tomoe. Enishi gli racconta quello che ha passato negli ultimi 10 anni e di come ha raccolto intorno a sé il suo gruppo. Infine, da al suo nemico un appuntamento per dieci giorni dopo al Kamiya dojo, quando finalmente inizierà la sua vera vendetta.
Kenshin torna al dojo sconvolto e, dopo una lunga riflessione, decide alla fine di raccontare come tutto è cominciato, iniziando con queste parole:

“Il nome del leader [del gruppo che li sta attaccando, naturalmente] è Enishi Yukishiro, mio fratello minore. O, più esattamente, mio cognato, il fratello di mia moglie Tomoe Himura, che ho ucciso con le mie stesse mani.
Tutto è cominciato durante il Bakumatsu. Sarà un racconto che parlerà dell’odio che è concentrato in questa cicatrice.”

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

La storia di Kenshin: Kyoto, primo anno del periodo Genji (1864).
Kenshin aveva lasciato il suo maestro ed era diventato Battousai già da sei mesi quando, una notte, uccide un uomo politico e due giovani che si trovavano con lui. Uno dei due, di nome Kyosato, si sarebbe sposato il mese successivo, e proprio questo fatto gli da la forza per combattere contro Battousai fino a provocargli un taglio nella guancia, la prima metà della sua cicatrice, prima di morire.
Sei mesi dopo, Battousai aiuta una donna che stava venendo molestata da due tipi, poi esce dal locale dove si trovava e subisce un attentato, ma riesce ad uccidere senza difficoltà l’uomo che lo aveva attaccato. Però solo in questo momento si rende conto che la donna lo aveva seguito per ringraziarlo e ora sta in piedi dietro di lui, tutta coperta di sangue.
Lei sviene e lui, invece di ucciderla come dovrebbe in quanto ha assistito ad uno dei suoi omicidi, la porta alla locanda dove soggiorna con gli altri Ishin Shishi. Così finisce che lei si trasferisce lì e il rapporto fra i due diventa via via sempre più profondo, al punto che lui arriva ad addormentarsi in presenza di lei, mentre prima non aveva mai dormito in presenza di altre persone.
Fra gli Ishin Shishi c’è però una spia che passa le informazioni al governo. Questo porta prima ad un attacco da parte dello Shinsengumi e poi ad uno scontro tra gli Ishin Shishi e l’armata governativa, che si conclude con una clamorosa disfatta dei primi e una conseguente dispersione dei membri del gruppo. Riguardo in particolare a Battousai e Tomoe, i due decidono di sposarsi e di andare a vivere insieme in un piccolo villaggio, ma non solo come copertura, bensì perchè si amano davvero nonostante la giovane età (a questo punto Kenshin ha 15 anni e Tomoe 18 ^_^;;).
Passano così 5 mesi assolutamente sereni, fino a quando degli oppositori degli Ishin Shishi, un gruppo chiamato Yaminobu, non decidono di rimettersi in moto, aiutati dal traditore che li tiene informati sui movimenti dei vari membri del gruppo. Mandano, quindi, Enishi a casa di Tomoe e Battousai. La spiegazione di questa decisione è semplice: anche Tomoe, all’inizio, lavorava per loro ed era stata incaricata di avvicinare Battousai per scoprire il suo punto debole. Enishi capisce però che sua sorella ha cambiato idea e che ora difende il suo odiato nemico, per cui se ne va. Ed anche Tomoe se ne va per parlare con gli uomini per cui lavorava, perché ha visto che Battousai è cambiato e proprio grazie alla sua presenza, e adesso non è più solo un assassino, ma una persona che desidera difendere chi gli sta intorno.
Appena la vede, Tatsumi, il capo dello Yaminobu, le chiede qual’è il punto debole di Battousai e lei gli risponde che è essere attaccato mentre dorme. Il capo le chiede se Battousai la ama, e a questo punto lei capisce che il piano era fin dall’inizio quello di rendere lei stessa il suo punto debole, per poi trasformarla in un’esca. Quindi la rapiscono e mandano a suo marito una lettera di sfida.
Battousai si reca nel luogo dell’appuntamento e, dopo aver sconfitto altri tre avversari (di cui uno era Mumyoi), arriva al luogo in cui si trova Tomoe e dove lo attende Tatsumi, contro il quale all’inizio ha la peggio. Mentre i due combattono, Tomoe si risveglia e si accorge di quello che sta succedendo fuori dalla capanna in cui si trova. Decide quindi di aiutare suo marito, esce e colpisce Tatsumi. Nel frattempo anche Battousai stava attaccando e, quando si accorge che sta per colpire sua moglie, ormai è troppo tardi e la uccide. In quel momento arriva Enishi, che assiste solo all’omicidio, quindi non può sapere come sono andate le cose.
Qualche tempo dopo, Battousai legge il diario di Tomoe e scopre di essere l’assassino del precedente fidanzato di sua moglie (proprio il Kyosato di prima), il che gli provoca un ulteriore shock. Questi due fatti lo portano a decidere di non uccidere più. E al suo posto entra in scena Shishio Makoto.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Dopo il racconto di Kenshin, tutti rimangono sotto shock, ma, il giorno dopo, la vita al dojo riprende come sempre. Tutti però si preparano per la grande battaglia, soprattutto Yahiko, che vuole imparare la tecnica segreta della Kamiya-Kasshin-ryuu.
I giorni passano senza che accada niente di particolare. Soltanto il giorno prima del duello, Kenshin e Kaoru hanno una conversazione: Kenshin dice che prima o poi tutti se ne andranno, perché Megumi tornerà in Aizu per cercare la sua famiglia, Yahiko diventerà un famoso spadaccino e se ne andrà a cercare la sua strada ecc.. Kaoru gli risponde che lei, invece, vuole restare per sempre con lui. Lui rimane un pò sorpreso, ma poi le ricorda le sue parole al ritorno da Kyoto: le aveva infatti detto “Tadaima”, cioè “sono tornato a casa”, ed era la prima volta che diceva una cosa del genere da quando è diventato un vagabondo. Infine, le poggia la mano sulla spalla e tornano a casa.
Intanto anche Saitou e Chou sono sulle tracce dell’Enishi-gumi, perché stanno indagando su chi ha venduto le armi a Shishio.

Alla fine arriva la notte dell’attacco, che avviene dall’alto: Enishi e i suoi scendono infatti sul dojo con delle mongolfiere.
Kenshin e Sano combattono insieme, mentre gli altri rimangono sulla porta del dojo. Prima di tutto sconfiggono Kujiranami, poi iniziano a combattere contro Hyouko e Banjin, fino a quando non entra in scena anche Gein con una nuova bambola di Iwambo, al che Kenshin chiama anche Yahiko nella lotta. Quindi i duelli sono Sano vs Banjin, Yahiko vs Hyouko e Kenshin vs Gein, mentre Enishi annuncia che scenderà dalla sua mongolfiera solo dopo che i suoi tre seguaci saranno stati sconfitti.
Il primo a vincere è Kenshin, ma non senza difficoltà e, dopo aver sconfitto Gein, entra nel dojo per farsi curare da Megumi. Poi, anche Sano e Yahiko concludono i loro scontri con una vittoria, ed anche loro vanno a farsi curare da Megumi.
Ricordandosi della promessa di Enishi, Kenshin si gira a guardare la sua mongolfiera e nota che accanto alla sua ce n’è un’altra vuota. Ha quindi un’intuizione e grida a Kaoru di togliersi da dove si trova, poi corre verso di lei e la porta via appena in tempo per impedire a Mumyoui di raggiungerla col suo lungo braccio. Comunque, nel frattempo è arrivato anche Saitou, ed è lui a combattere contro Mumyoui. Anche lui vince e solo l’intervento di Kenshin gli impedisce di uccidere il suo avversario.

A questo punto Enishi mantiene la sua promessa e scende dalla mongolfiera per battersi con Kenshin. All’inizio del duello, per costringere il suo avversario a fare sul serio, Enishi gli racconta la sua vita da quando è andato a Shangai: le difficoltà iniziali, come una famiglia ricca lo aveva accolto mentre stava per morire di fame e come lui li aveva uccisi tutti per derubarli, perché aveva bisogno di soldi e, inoltre, non poteva sopportare di vedere una famigliola felice mentre l’una persona che lui amava, cioè sua sorella, era stata uccisa. Inoltre racconta che ad un certo punto aveva scoperto che Battousai si era fatto una nuova vita, con un nuovo nome, ed era felice e lui non poteva permettere questo… e mentre pronuncia queste parole comincia ad avvicinarsi a Kaoru…
Kenshin lo blocca e comincia a fare sul serio. Però è il rurouni ad avere la peggio e, mentre lui sta inginocchiato a terra incapace di muoversi, Gein (che, nel frattempo si è ripreso) aziona un meccanismo che si trovava dentro Iwambo e che produce della densa nebbia ed Enishi comincia a camminare verso Kaoru dicendo che adesso è il momento del vero Jinchuu e che, come Battousai ha privato Tomoe del suo fidanzato e lui di sua sorella, lui adesso priverà Battousai della persona che ama di più.
A questo punto Kenshin si riprende ed è anche “piuttosto inquietato”, però, sfortunatamente, anche Kujiranami si è risvegliato, per cui lo blocca, lasciando libero Enishi di fare quello che vuole. Megumi cerca di portare via Kaoru, ma nella nebbia le due si perdono, mentre Enishi trova benissimo la ragazza. Lei cerca di difendersi, ma tutto è inutile…

Sano e Saitou vanno in aiuto di Kenshin e lo liberano, così si precipita verso il dojo sperando che non sia troppo tardi, ma tutto quello che trova è il corpo morto di Karou.

Si svolgono così i funerali, a cui Kenshin però non è presente, perché è scomparso subito dopo la scoperta del corpo. Solo un pò di tempo dopo lo ritrovano: si è rifugiato nel Rakuninmura, il villaggio dove vivono le persone che non hanno una posizione sociale e sono state dimenticate dal mondo, e vive in uno stato di totale catalessi , con la spada incatenata, senza reagire di fronte a niente e a nessuno.
Le uniche parole che dice a Sano che cerca di risvegliarlo sono: “Basta, adesso sono stanco, lasciatemi dormire tranquillamente”.

Quella sera stessa Aoshi e Misao arrivano a Tokyo (fra l’altro, la nuova tenuta di Aoshi non è niente male ^_^): Kaoru e Yahiko avevano avuto l’idea di chiedere loro di trovare il vecchio diario di Tomoe per farlo leggere a Enishi, facendogli così capire che sua sorella amava veramente Kenshin e che l’omicidio è stato solo un incidente.
I due hanno trovato il diario, ma ormai sembra decisamente troppo tardi.

Tutto sembra andare per il peggio: Kaoru è morta, Kenshin è distrutto, Sano se ne va, disgustato dalla sua reazione, Yahiko è disperato perché ha perso quella che riteneva la sua famiglia e neanche Misao riesce a far reagire il rurouni.
Aoshi, dopo essersi fatto raccontare tutti i fatti da Megumi, ha però un’idea: aprire la tomba di Kaoru per controllare il corpo contenuto in essa, visto che nessuno era presente al momento dell’omicidio, il che è strano, perché Enishi doveva sapere bene che VEDERE l’omicidio per Kenshin sarebbe stato un colpo ancora più duro. Inoltre, studiando quello che resta di Iwambo, Aoshi ha visto che è fatto di tessuti umani.
All’inizio Misao, Yahiko e Megumi sono del tutto contrari, ma poi capiscono che Aoshi ha ragione. Quella stessa notte vanno al cimitero, disseppelliscono la bara e la aprono. Ma Aoshi non si ferma: propone di aprire il corpo, per verificare che effettivamente non sia una bambola. Di nuovo tutti sono contrari, ma poi Yahiko si decide e procedono, scoprendo che l’uomo aveva ragione: il corpo nella bara è solo una bambola costruita da Gein!

A questo punto noi lettori scopriamo cosa è successo a Kaoru: la ragazza si trova su in’isola al largo delle coste di Tokyo insieme a Enishi e a Gein, l’unico “superstite” della sua banda (nel senso che Kujiranami è in prigione e gli altri due non si sa che fine hanno fatto) .

Nonostante la scoperta, il gruppo di amici di Kenshin decide, su consiglio di Aoshi, di non raccontare a Kenshin la verità, perché per come stanno adesso le cose sarebbe inutile: Kenshin sentirebbe comunque di essere stato incapace per la seconda volta di proteggere chi amava, per cui si alzarebbe e combatterebbe contro Enishi con tutte le sue forze, ma poi ripartirebbe e ricomincerebbe a condurre la sua vita da vagabondo, senza legami con nessuno.
Il rurouni deve ritrovare la voglia di vivere e combattere da solo, dando una risposta alla domanda che lo tormenta da 15 anni: come espiare le colpe per gli assassini compiuti quando era Battousai?

I ragazzi contattano immediatamente Saitou per organizzare le ricerche di Kaoru e l’uomo da loro degli indizi che li portano ad investigare nella zona del porto all’estuario di un fiume.
Intanto sull’isola c’è del movimento: arriva infatti Wu Hei Hsing (il nome è cinese, non so se si scrive così ^_^;;) insieme a quattro guardie del corpo, un gruppo chiamato Suu Hsing (idem!), cioè “stelle bianche” (Hei Hsing significa invece “stella nera”). Appena sbarcati, incontrano Gein che lascia l’isola, perché ha qualcosa da fare altrove.
Sotto ordine di Enishi, lasciano l’uomo nelle mani di alcuni esperti di arti marziali affinché lo uccidano: non serve più al suo capo, che così vuole evitare che lo tradisca. Gein però vince e parte.
Hei Hsing e gli altri vanno a parlare con il loro capo: hanno infatti fatto un patto (lui lascerà a Hei Hsing il comando dell’organizzazione in cambio del suo aiuto nella sua lotta personale) e vogliono assicurarsi che lui manterrà la parola.
Dopo aver parlato con loro, Enishi va a riposarsi: si siede, chiude gli occhi e vede sua sorella, ma non sta sorridendo come sempre, ora è triste. In quell’istante entra Kaoru: ha visto arrivare una barca e la vuole usare per scappare, ma l’unico modo per farsela dare è prendere Enishi in ostaggio, approfittando del fatto che è ancora ferito. Enishi, appena la vede, pensa che sua sorella sia triste perché lui non ha ucciso la donna che ha preso il suo posto accanto a Battousai, per cui cerca di strangolarla, ma poi la lascia andare.
Kaoru ne deduce che l’uomo non è riuscito ad ucciderla perché gli ricorda troppo sua sorella.

Nella notte, Gein si reca alla tomba di Kaoru per disseppellire la sua bambola, che ha bisogno di particolari attenzioni per preservarsi nel tempo. Ma Aoshi, che aveva capito questo osservando il rapido disfacimento di Iwambo, è lì che lo aspetta per avere informazioni su dove si trova la ragazza.
Gein non ha alcuna intenzione di aiutarlo, anzi, è furioso perché vuole sapere dove si trova la bambola che ha costruito e che considera la sua opera d’arte. Ovviamente neanche Aoshi gli risponde, quindi i due combattono (oltretutto Aoshi ha realizzato che il suo ultimo compito come capo dell’Oniwabanshuu è quello di far scomparire tutti i praticanti del Gehou, nome che indica in generale tutte le arti segrete di tutti i vari gruppi di ninja che esistevano prima della restaurazione, e Gein era proprio un ninja).
Alla fine Aoshi vince e riesce pure a scoprire dove si trova la base di Enishi sulle rive del fiume.

Mentre accadevano tutti questi avvenimenti, Kenshin è sempre rimasto immobile al Rakuninmura. L’unico cambiamento è che, nel giorno successivo al combattimento tra Aoshi e Gein, viene avvicinato da un tipo strano e misterioso (secondo quanto ha detto a Yahiko e Misao il giorno prima, è stato un samurai e durante il Bakumatsu ha perso un figlio e una figlia, ma di più non si sa) soprannominato Oibore, cioè “vecchio pazzo” (è quello seduto accanto al rurouni nell’immagine relativa al suo stato di catalessi) che si preoccupa inspiegabilmente del ragazzo. L’uomo si siede accanto a lui e gli apre vicino una boccetta dello stesso profumo che usava Tomoe, causando la sua prima reazione (cioè, gli dice solo di portarlo via, ma è già qualcosa ^_^;;).

Quel giorno stesso Kujiranami scappa di prigione e comincia a fare strage, avvicindandosi alla città: è completamente fuori di testa e tutto quello che sa è che vuole uccidere Battousai. Yahiko decide di fermarlo da solo, visto che anche Aoshi e Saitou sono irrintracciabili. All’inizio se la cava piuttosto bene, aiutato un pò anche da alcuni uomini della polizia, ma poi ha la peggio.
Intanto Tsubame è corsa da Kenshin per cercare di risvegliarlo perché aiuti il ragazzo, ma neanche lei ci riesce e se ne va. Però in realtà qualcosa è successo: Kenshin si mette a parlare con Oibore, ricorda il passato, ripensa ai suoi amici di adesso, realizza che il suo compito è quello di proteggere sempre le persone che gli stanno davanti e alla fine spezza le catene che tenevano bloccata la sua spada e corre ad aiutare il suo amico.
Il vecchio si mette a parlare con altri uomini che vivono nella zona dove Kenshin si era rifugiato e spiega loro che il ragazzo prima non si riprendeva perché tutti gli parlavano solo di alzarsi per andare a vendicare la morte di Kaoru, ma la vendetta non fa parte del suo modo di pensare, per cui nessuno riusciva a scuotere il suo animo. Solo quando gli hanno parlato di AIUTARE qualcuno si è alzato, perché quello è il suo scopo nella vita: aiutare chi ha bisogno.
Gli uomini comunque si mostrano molto sorpresi delle attenzioni che Oibore ha dedicato al ragazzo. A loro risponde solo che si trattava di un caso particolare, ma mentre va via si toglie il cappello, mostrando che tra i capelli porta un fermaglio da donna, e pensa “lui era il marito di mia figlia, colui che si trovava sul suo letto di morte.”

Intanto Kenshin ha sconfitto il nemico ed è stato riportato al dojo insieme a Yahiko. Là entrambi sono stati curati da Megumi e ora riposano.
E all’isola è arrivata la notizia del duello di Kenshin. Enishi e Kaoru capiscono quindi che ora sta bene. L’uomo conclude che l’ultima volta che ha avuto una visione di sua sorella, lei era triste perché suo marito stava bene, quindi decide che lo ucciderà con le sue stesse mani. (Ovviamente, quello era effettivamente un messaggio di Tomoe, ma lei era triste perché suo fratello tormentava suo marito!)

Inaspettatamente, il giorno stesso ritorna anche Sano, che ha vissuto un’avventura da solo: dopo essersene andato da Tokyo, torna nella città dove viveva prima. Lì incontra un uomo di nome Fudosawa, un commerciante in seta, nonché uno yakuza , che vuole prendere il controllo dell’intera città, ma è ostacolato da un uomo chiamato Kamishimoemon (è un nome assurdo, ma si chiama così!) , che ha due figli, Uki (la maggiore) e Outa (il minore).
All’inizio Fudosawa aveva ingaggiato due nostre vecchie conoscenze, i fratelli Hiruma, per fare fuori l’uomo, ma visto che Sano li sconfigge subito decide di chiederlo a lui. E siccome Sano ha deciso di riprendere la sua vecchia vita e gli sembra che il tipo possa essere un avversario interessante, accetta.
Il giorno dopo va ad incontrarlo e scopre… che è suo padre ^0^ (e quindi i bambini sono i suoi fratelli. Per vedere l’allegra famigliola di Sano, clicca qui) . L’uomo lo riconosce, ma dice anche che IN PASSATO aveva un figlio che si chiamava Sanosuke, ma che poi se n’è andato con “quell’impostore” di Sagara, quindi i due combattono. Alla fine si stancano, allora si fermano e Kamishimoemon spiega che vuole difendere il vilaggio affinché non perda il benessere che ha raggiunto con tanta fatica e che Fudosawa ha dalla sua un ex-Ishin Shishi, che è anche suo zio.
Il giorno seguente, Sano incontra la sua famiglia, ma il padre fa finta di vederlo per la prima volta, e così fa lui. Mentre i suoi figli vanno a mangiare, Kamishimoemon va a vendere dei cappeli in un negozio, ma il negoziante non può comprarli, perché è stato minacciato da Fudosawa. Mentre esce di lì, l’uomo incontra proprio Fudosawa con suo zio, che altri non è se non Tani (quello dell’avventura con Jine). Alcuni dei suoi uomini lo attaccano, però lui non può difendersi, perché se lo facesse e per caso ferisse lo Tani, che è un uomo politico, verrebbe coinvolta la polizia e tutto lo stato, e per il mercato del villaggio non ci sarebbe più speranza.
Ma, fortunatamente, interviene Sano, così il gruppo se ne va. Però Tani ha paura che Kenshin venga a sapere questa storia, quindi ordina che vengano tutti fatti fuori prima che questo accada.
La sera stessa, a casa Higashidani (questo è il cognome della famiglia di Sano), Sano scopre che sua madre è morta due anni prima. Subito dopo arrivano tutti i membri del villaggio, che dicono a Kamishimoemon che vogliono combattere con lui, così lui capisce che ha l’appoggio di tutti.
Quella notte, Kamishimoemon sparisce di casa. Uki corre in lacrime a dire a Sano che non lo trova più e che è preoccupata, perché suo padre le dice sempre dove va, così lei non piange, non piange come il giorno in cui se n’è andato suo fratello (sniff, sniff, che tenera… !). Sano le chiede dove sta Fudosawa, le dice di andare a casa e corre via. E trova suo padre proprio dalle parti della casa del loro nemico. Si parlano, e Sano gli dice che lui non deve combattere, perché sia che vinca, sia che perda verrà arrestato, e lui questo non può permetterlo, perché ha una famiglia da proteggere, mentre quella ormai non è più casa sua.
Kamishimoemon non si lascia convincere tanto facilmente, ma alla fine Sano gli molla un pugno nello stomaco e va a combattere da solo.
Anche Outa decide di andare a combattere. Per strada incontra suo padre, che gli dice che devono aiutare Sano, altrimenti si farà ammazzare, ma quando arrivano è già tutto finito ^0^.
Sulla via di casa, padre e figlio parlano un pò, principalmente di Uki, che è diventata apprensiva e iperprotettiva da quando suo fratello se n’è andato, perché ha paura di perdere la sua famiglia. E alla fine Sano se ne va, perché deve tornare a Tokyo per prendersi cura degli amici che ha lasciato. Non prima, però, di aver fatto i complimenti a Outa per il suo coraggio e di avergli detto di venire, un giorno a Tokyo e di bussare alla porta del Kamiya-dojo, perché è sicuro che potrà diventare molto forte. E non prima, ovviamente, di aver sistemato anche Fudosawa in persona.
Già il mattino dopo l’impresa di Sano è diventata leggenda. Outa si è fatto attaccare sulla schiena una toppa con scritto “Aku”, ed è tutto contento, e anche Uki è abbastanza felice, perché ha l’impressione che Sano fosse proprio suo fratello.

Sano, quindi, arriva da Megumi per farsi curare e la donna lo aggiorna.
Intanto Yahiko si risveglia, si alza e corre insieme agli altri in camera di Kenshin, che ha appena sognato Tomoe: lei gli chiedeva come stava, si raccomandava perché lui si predesse cura di suo fratello e poi gli diceva che la persona per la quale il suo sorriso è la cosa più importante (cioè Kaoru, naturalmente) lo sta ancora aspettando. Quando il gruppo entra, trova Kenshin già in piedi, che si gira verso di loro, si scusa e poi dice di portarlo dove si trova Kaoru.

Tutto il gruppo parte per l’isola dove Aoshi e Saitou hanno scoperto che si trova Kaoru.
Una volta sbarcati, cominciano i combattimenti: in breve, Sano, Saitou, Aoshi e Yahiko combattono ognuno contro uno dei Suu Hsing sconfiggendolo, mentre Hei Hsing sta a guardare (poi viene messo fuori combattimento direttamente dal suo capo perché ha trangredito all’ordine di andarsene dall’isola entro un’ora senza ficcare il naso nella sua vendetta personale).
Per chi conosce Fushigi Yuugi, i quattro Suu Hsing hanno tatuato sulla fronte quattro kanji che si leggono Suzaku, Seiryuu, Genbu, e Byakko, cioè i quattro leggendari animali protettori della capitale imperiale ^o^.

Quando i nemici sono finiti arriva Kaoru, che però viene fermata da Enishi prima di raggiungere il gruppo. Kenshin si alza, le dice di aspettarlo lì e inizia il lungo duello con Enishi.
La battaglia è molto dura, ma Kenshin dice al suo avversario che ha finalmente trovato la risposta che cercava, cioè usare la sua spada e le sue tecniche “non mortali” per difendere la felicità delle persone che incontra, per cui non ha intenzione di morire così facilmente. Poi, come se non fosse già abbastanza fuori di testa, Enishi, vedendo che sua sorella non sorride più per lui, impazzisce ancora di più e si mette ad urlare che lo ucciderà. Mette così in atto la sua tecnica segreta, il Kyoukei Myaku, che consiste nell’affinare tutti i sensi diventando così molto più reattivo e veloce (e pure abbastanza ripugnante, perché da fuori gli si vedono tutti i nervi ingrossati ^_^;;), ma Kenshin gli risponde con un’altra tecnica: rimettendo la spada nel fodero mentre passa accanto ad Enishi genere delle onde sonore che in genere rendono l’avversario sordo per un attimo, ma che in questo caso hanno conseguenze ben peggiori, coplendo anche sugli organi dell’equilibrio. Enishi (che, come ho detto, tanto sano di mente non è!) tanto per aggirare il problema si sfonda un timpano!
I due si trovano così faccia a faccia per l’ultimo colpo, quello che probabilmente deciderà il vincitore, ed è ovviamente Kenshin a vincere, ma ancora non è finita: Hei Hsing si risveglia e comincia a sparare. Kaoru si mette fra lui e Kenshin, ed Enishi, osservando la scena, capisce finalmente come sono andate le cose alla morte di sua sorella. Il ragazzo salva Kaoru colpendo Hei Hsing, poi Kenshin si mette in mezzo per impedire che lo uccida.
A questo punto è veramente finito tutto e Kenshin può tornare da Kaoru.

Enishi viene arrestato, ma prima che venga portato via Kaoru gli consegna il diario di Tomoe. Dopo poco tempo però scappa di prigione e va a rifugiarsi al Rakuninmura, proprio accanto ad Oibore. I due, pur essendo padre e figlio, non si riconoscono, o perlomeno fingono di non riconoscersi, limitandosi a dirsi a vicenda che forse si sono già incontrati da qualche parte. Poi Oibore pensa che Enishi deve rimanere lì, considerando il loro incontro qualcosa di casuale, fino a che non verrà anche per lui, proprio come è accaduto a Kenshin, il momento di alzarsi di nuovo in piedi.

Intanto Kenshin ha sconfitto il nemico ed è stato riportato al dojo insieme a Yahiko. Là entrambi sono stati curati da Megumi e ora riposano.
E all’isola è arrivata la notizia del duello di Kenshin. Enishi e Kaoru capiscono quindi che ora sta bene. L’uomo conclude che l’ultima volta che ha avuto una visione di sua sorella, lei era triste perché suo marito stava bene, quindi decide che lo ucciderà con le sue stesse mani. (Ovviamente, quello era effettivamente un messaggio di Tomoe, ma lei era triste perché suo fratello tormentava suo marito!)

Inaspettatamente, il giorno stesso ritorna anche Sano, che ha vissuto un’avventura da solo: dopo essersene andato da Tokyo, torna nella città dove viveva prima. Lì incontra un uomo di nome Fudosawa, un commerciante in seta, nonché uno yakuza , che vuole prendere il controllo dell’intera città, ma è ostacolato da un uomo chiamato Kamishimoemon (è un nome assurdo, ma si chiama così!) , che ha due figli, Uki (la maggiore) e Outa (il minore).
All’inizio Fudosawa aveva ingaggiato due nostre vecchie conoscenze, i fratelli Hiruma, per fare fuori l’uomo, ma visto che Sano li sconfigge subito decide di chiederlo a lui. E siccome Sano ha deciso di riprendere la sua vecchia vita e gli sembra che il tipo possa essere un avversario interessante, accetta.
Il giorno dopo va ad incontrarlo e scopre… che è suo padre ^0^ (e quindi i bambini sono i suoi fratelli. Per vedere l’allegra famigliola di Sano, clicca qui) . L’uomo lo riconosce, ma dice anche che IN PASSATO aveva un figlio che si chiamava Sanosuke, ma che poi se n’è andato con “quell’impostore” di Sagara, quindi i due combattono. Alla fine si stancano, allora si fermano e Kamishimoemon spiega che vuole difendere il vilaggio affinché non perda il benessere che ha raggiunto con tanta fatica e che Fudosawa ha dalla sua un ex-Ishin Shishi, che è anche suo zio.
Il giorno seguente, Sano incontra la sua famiglia, ma il padre fa finta di vederlo per la prima volta, e così fa lui. Mentre i suoi figli vanno a mangiare, Kamishimoemon va a vendere dei cappeli in un negozio, ma il negoziante non può comprarli, perché è stato minacciato da Fudosawa. Mentre esce di lì, l’uomo incontra proprio Fudosawa con suo zio, che altri non è se non Tani (quello dell’avventura con Jine). Alcuni dei suoi uomini lo attaccano, però lui non può difendersi, perché se lo facesse e per caso ferisse lo Tani, che è un uomo politico, verrebbe coinvolta la polizia e tutto lo stato, e per il mercato del villaggio non ci sarebbe più speranza.
Ma, fortunatamente, interviene Sano, così il gruppo se ne va. Però Tani ha paura che Kenshin venga a sapere questa storia, quindi ordina che vengano tutti fatti fuori prima che questo accada.
La sera stessa, a casa Higashidani (questo è il cognome della famiglia di Sano), Sano scopre che sua madre è morta due anni prima. Subito dopo arrivano tutti i membri del villaggio, che dicono a Kamishimoemon che vogliono combattere con lui, così lui capisce che ha l’appoggio di tutti.
Quella notte, Kamishimoemon sparisce di casa. Uki corre in lacrime a dire a Sano che non lo trova più e che è preoccupata, perché suo padre le dice sempre dove va, così lei non piange, non piange come il giorno in cui se n’è andato suo fratello (sniff, sniff, che tenera… !). Sano le chiede dove sta Fudosawa, le dice di andare a casa e corre via. E trova suo padre proprio dalle parti della casa del loro nemico. Si parlano, e Sano gli dice che lui non deve combattere, perché sia che vinca, sia che perda verrà arrestato, e lui questo non può permetterlo, perché ha una famiglia da proteggere, mentre quella ormai non è più casa sua.
Kamishimoemon non si lascia convincere tanto facilmente, ma alla fine Sano gli molla un pugno nello stomaco e va a combattere da solo.
Anche Outa decide di andare a combattere. Per strada incontra suo padre, che gli dice che devono aiutare Sano, altrimenti si farà ammazzare, ma quando arrivano è già tutto finito ^0^.
Sulla via di casa, padre e figlio parlano un pò, principalmente di Uki, che è diventata apprensiva e iperprotettiva da quando suo fratello se n’è andato, perché ha paura di perdere la sua famiglia. E alla fine Sano se ne va, perché deve tornare a Tokyo per prendersi cura degli amici che ha lasciato. Non prima, però, di aver fatto i complimenti a Outa per il suo coraggio e di avergli detto di venire, un giorno a Tokyo e di bussare alla porta del Kamiya-dojo, perché è sicuro che potrà diventare molto forte. E non prima, ovviamente, di aver sistemato anche Fudosawa in persona.
Già il mattino dopo l’impresa di Sano è diventata leggenda. Outa si è fatto attaccare sulla schiena una toppa con scritto “Aku”, ed è tutto contento, e anche Uki è abbastanza felice, perché ha l’impressione che Sano fosse proprio suo fratello.

Sano, quindi, arriva da Megumi per farsi curare e la donna lo aggiorna.
Intanto Yahiko si risveglia, si alza e corre insieme agli altri in camera di Kenshin, che ha appena sognato Tomoe: lei gli chiedeva come stava, si raccomandava perché lui si predesse cura di suo fratello e poi gli diceva che la persona per la quale il suo sorriso è la cosa più importante (cioè Kaoru, naturalmente) lo sta ancora aspettando. Quando il gruppo entra, trova Kenshin già in piedi, che si gira verso di loro, si scusa e poi dice di portarlo dove si trova Kaoru.

Tutto il gruppo parte per l’isola dove Aoshi e Saitou hanno scoperto che si trova Kaoru.
Una volta sbarcati, cominciano i combattimenti: in breve, Sano, Saitou, Aoshi e Yahiko combattono ognuno contro uno dei Suu Hsing sconfiggendolo, mentre Hei Hsing sta a guardare (poi viene messo fuori combattimento direttamente dal suo capo perché ha trangredito all’ordine di andarsene dall’isola entro un’ora senza ficcare il naso nella sua vendetta personale).
Per chi conosce Fushigi Yuugi, i quattro Suu Hsing hanno tatuato sulla fronte quattro kanji che si leggono Suzaku, Seiryuu, Genbu, e Byakko, cioè i quattro leggendari animali protettori della capitale imperiale ^o^.

Quando i nemici sono finiti arriva Kaoru, che però viene fermata da Enishi prima di raggiungere il gruppo. Kenshin si alza, le dice di aspettarlo lì e inizia il lungo duello con Enishi.
La battaglia è molto dura, ma Kenshin dice al suo avversario che ha finalmente trovato la risposta che cercava, cioè usare la sua spada e le sue tecniche “non mortali” per difendere la felicità delle persone che incontra, per cui non ha intenzione di morire così facilmente. Poi, come se non fosse già abbastanza fuori di testa, Enishi, vedendo che sua sorella non sorride più per lui, impazzisce ancora di più e si mette ad urlare che lo ucciderà. Mette così in atto la sua tecnica segreta, il Kyoukei Myaku, che consiste nell’affinare tutti i sensi diventando così molto più reattivo e veloce (e pure abbastanza ripugnante, perché da fuori gli si vedono tutti i nervi ingrossati ^_^;;), ma Kenshin gli risponde con un’altra tecnica: rimettendo la spada nel fodero mentre passa accanto ad Enishi genere delle onde sonore che in genere rendono l’avversario sordo per un attimo, ma che in questo caso hanno conseguenze ben peggiori, coplendo anche sugli organi dell’equilibrio. Enishi (che, come ho detto, tanto sano di mente non è!) tanto per aggirare il problema si sfonda un timpano!
I due si trovano così faccia a faccia per l’ultimo colpo, quello che probabilmente deciderà il vincitore, ed è ovviamente Kenshin a vincere, ma ancora non è finita: Hei Hsing si risveglia e comincia a sparare. Kaoru si mette fra lui e Kenshin, ed Enishi, osservando la scena, capisce finalmente come sono andate le cose alla morte di sua sorella. Il ragazzo salva Kaoru colpendo Hei Hsing, poi Kenshin si mette in mezzo per impedire che lo uccida.
A questo punto è veramente finito tutto e Kenshin può tornare da Kaoru.

Enishi viene arrestato, ma prima che venga portato via Kaoru gli consegna il diario di Tomoe. Dopo poco tempo però scappa di prigione e va a rifugiarsi al Rakuninmura, proprio accanto ad Oibore. I due, pur essendo padre e figlio, non si riconoscono, o perlomeno fingono di non riconoscersi, limitandosi a dirsi a vicenda che forse si sono già incontrati da qualche parte. Poi Oibore pensa che Enishi deve rimanere lì, considerando il loro incontro qualcosa di casuale, fino a che non verrà anche per lui, proprio come è accaduto a Kenshin, il momento di alzarsi di nuovo in piedi.

Intanto Kenshin e Kaoru sono andati a Kyoto a visitare la tomba di Tomoe. Appoggiati davanti ad essa trovano degli strani oggetti: un fermaglio da donna e il profumo che usava Tomoe. Dopo la sorpresa iniziale i due iniziano a pregare. Kenshin chiede a Kaoru cosa dirà a Tomoe e lei risponde che la ringIntanto Kenshin ha sconfitto il nemico ed è stato riportato al dojo insieme a Yahiko. Là entrambi sono stati curati da Megumi e ora riposano.
E all’isola è arrivata la notizia del duello di Kenshin. Enishi e Kaoru capiscono quindi che ora sta bene. L’uomo conclude che l’ultima volta che ha avuto una visione di sua sorella, lei era triste perché suo marito stava bene, quindi decide che lo ucciderà con le sue stesse mani. (Ovviamente, quello era effettivamente un messaggio di Tomoe, ma lei era triste perché suo fratello tormentava suo marito!)

Inaspettatamente, il giorno stesso ritorna anche Sano, che ha vissuto un’avventura da solo: dopo essersene andato da Tokyo, torna nella città dove viveva prima. Lì incontra un uomo di nome Fudosawa, un commerciante in seta, nonché uno yakuza , che vuole prendere il controllo dell’intera città, ma è ostacolato da un uomo chiamato Kamishimoemon (è un nome assurdo, ma si chiama così!) , che ha due figli, Uki (la maggiore) e Outa (il minore).
All’inizio Fudosawa aveva ingaggiato due nostre vecchie conoscenze, i fratelli Hiruma, per fare fuori l’uomo, ma visto che Sano li sconfigge subito decide di chiederlo a lui. E siccome Sano ha deciso di riprendere la sua vecchia vita e gli sembra che il tipo possa essere un avversario interessante, accetta.
Il giorno dopo va ad incontrarlo e scopre… che è suo padre ^0^ (e quindi i bambini sono i suoi fratelli. Per vedere l’allegra famigliola di Sano, clicca qui) . L’uomo lo riconosce, ma dice anche che IN PASSATO aveva un figlio che si chiamava Sanosuke, ma che poi se n’è andato con “quell’impostore” di Sagara, quindi i due combattono. Alla fine si stancano, allora si fermano e Kamishimoemon spiega che vuole difendere il vilaggio affinché non perda il benessere che ha raggiunto con tanta fatica e che Fudosawa ha dalla sua un ex-Ishin Shishi, che è anche suo zio.
Il giorno seguente, Sano incontra la sua famiglia, ma il padre fa finta di vederlo per la prima volta, e così fa lui. Mentre i suoi figli vanno a mangiare, Kamishimoemon va a vendere dei cappeli in un negozio, ma il negoziante non può comprarli, perché è stato minacciato da Fudosawa. Mentre esce di lì, l’uomo incontra proprio Fudosawa con suo zio, che altri non è se non Tani (quello dell’avventura con Jine). Alcuni dei suoi uomini lo attaccano, però lui non può difendersi, perché se lo facesse e per caso ferisse lo Tani, che è un uomo politico, verrebbe coinvolta la polizia e tutto lo stato, e per il mercato del villaggio non ci sarebbe più speranza.
Ma, fortunatamente, interviene Sano, così il gruppo se ne va. Però Tani ha paura che Kenshin venga a sapere questa storia, quindi ordina che vengano tutti fatti fuori prima che questo accada.
La sera stessa, a casa Higashidani (questo è il cognome della famiglia di Sano), Sano scopre che sua madre è morta due anni prima. Subito dopo arrivano tutti i membri del villaggio, che dicono a Kamishimoemon che vogliono combattere con lui, così lui capisce che ha l’appoggio di tutti.
Quella notte, Kamishimoemon sparisce di casa. Uki corre in lacrime a dire a Sano che non lo trova più e che è preoccupata, perché suo padre le dice sempre dove va, così lei non piange, non piange come il giorno in cui se n’è andato suo fratello (sniff, sniff, che tenera… !). Sano le chiede dove sta Fudosawa, le dice di andare a casa e corre via. E trova suo padre proprio dalle parti della casa del loro nemico. Si parlano, e Sano gli dice che lui non deve combattere, perché sia che vinca, sia che perda verrà arrestato, e lui questo non può permetterlo, perché ha una famiglia da proteggere, mentre quella ormai non è più casa sua.
Kamishimoemon non si lascia convincere tanto facilmente, ma alla fine Sano gli molla un pugno nello stomaco e va a combattere da solo.
Anche Outa decide di andare a combattere. Per strada incontra suo padre, che gli dice che devono aiutare Sano, altrimenti si farà ammazzare, ma quando arrivano è già tutto finito ^0^.
Sulla via di casa, padre e figlio parlano un pò, principalmente di Uki, che è diventata apprensiva e iperprotettiva da quando suo fratello se n’è andato, perché ha paura di perdere la sua famiglia. E alla fine Sano se ne va, perché deve tornare a Tokyo per prendersi cura degli amici che ha lasciato. Non prima, però, di aver fatto i complimenti a Outa per il suo coraggio e di avergli detto di venire, un giorno a Tokyo e di bussare alla porta del Kamiya-dojo, perché è sicuro che potrà diventare molto forte. E non prima, ovviamente, di aver sistemato anche Fudosawa in persona.
Già il mattino dopo l’impresa di Sano è diventata leggenda. Outa si è fatto attaccare sulla schiena una toppa con scritto “Aku”, ed è tutto contento, e anche Uki è abbastanza felice, perché ha l’impressione che Sano fosse proprio suo fratello.

Sano, quindi, arriva da Megumi per farsi curare e la donna lo aggiorna.
Intanto Yahiko si risveglia, si alza e corre insieme agli altri in camera di Kenshin, che ha appena sognato Tomoe: lei gli chiedeva come stava, si raccomandava perché lui si predesse cura di suo fratello e poi gli diceva che la persona per la quale il suo sorriso è la cosa più importante (cioè Kaoru, naturalmente) lo sta ancora aspettando. Quando il gruppo entra, trova Kenshin già in piedi, che si gira verso di loro, si scusa e poi dice di portarlo dove si trova Kaoru.

Tutto il gruppo parte per l’isola dove Aoshi e Saitou hanno scoperto che si trova Kaoru.
Una volta sbarcati, cominciano i combattimenti: in breve, Sano, Saitou, Aoshi e Yahiko combattono ognuno contro uno dei Suu Hsing sconfiggendolo, mentre Hei Hsing sta a guardare (poi viene messo fuori combattimento direttamente dal suo capo perché ha trangredito all’ordine di andarsene dall’isola entro un’ora senza ficcare il naso nella sua vendetta personale).
Per chi conosce Fushigi Yuugi, i quattro Suu Hsing hanno tatuato sulla fronte quattro kanji che si leggono Suzaku, Seiryuu, Genbu, e Byakko, cioè i quattro leggendari animali protettori della capitale imperiale ^o^.

Quando i nemici sono finiti arriva Kaoru, che però viene fermata da Enishi prima di raggiungere il gruppo. Kenshin si alza, le dice di aspettarlo lì e inizia il lungo duello con Enishi.
La battaglia è molto dura, ma Kenshin dice al suo avversario che ha finalmente trovato la risposta che cercava, cioè usare la sua spada e le sue tecniche “non mortali” per difendere la felicità delle persone che incontra, per cui non ha intenzione di morire così facilmente. Poi, come se non fosse già abbastanza fuori di testa, Enishi, vedendo che sua sorella non sorride più per lui, impazzisce ancora di più e si mette ad urlare che lo ucciderà. Mette così in atto la sua tecnica segreta, il Kyoukei Myaku, che consiste nell’affinare tutti i sensi diventando così molto più reattivo e veloce (e pure abbastanza ripugnante, perché da fuori gli si vedono tutti i nervi ingrossati ^_^;;), ma Kenshin gli risponde con un’altra tecnica: rimettendo la spada nel fodero mentre passa accanto ad Enishi genere delle onde sonore che in genere rendono l’avversario sordo per un attimo, ma che in questo caso hanno conseguenze ben peggiori, coplendo anche sugli organi dell’equilibrio. Enishi (che, come ho detto, tanto sano di mente non è!) tanto per aggirare il problema si sfonda un timpano!
I due si trovano così faccia a faccia per l’ultimo colpo, quello che probabilmente deciderà il vincitore, ed è ovviamente Kenshin a vincere, ma ancora non è finita: Hei Hsing si risveglia e comincia a sparare. Kaoru si mette fra lui e Kenshin, ed Enishi, osservando la scena, capisce finalmente come sono andate le cose alla morte di sua sorella. Il ragazzo salva Kaoru colpendo Hei Hsing, poi Kenshin si mette in mezzo per impedire che lo uccida.
A questo punto è veramente finito tutto e Kenshin può tornare da Kaoru.

Enishi viene arrestato, ma prima che venga portato via Kaoru gli consegna il diario di Tomoe. Dopo poco tempo però scappa di prigione e va a rifugiarsi al Rakuninmura, proprio accanto ad Oibore. I due, pur essendo padre e figlio, non si riconoscono, o perlomeno fingono di non riconoscersi, limitandosi a dirsi a vicenda che forse si sono già incontrati da qualche parte. Poi Oibore pensa che Enishi deve rimanere lì, considerando il loro incontro qualcosa di casuale, fino a che non verrà anche per lui, proprio come è accaduto a Kenshin, il momento di alzarsi di nuovo in piedi.

Intanto Kenshin e Kaoru sono andati a Kyoto a visitare la tomba di Tomoe. Appoggiati davanti ad essa trovano degli strani oggetti: un fermaglio da donna e il profumo che usava Tomoe. Dopo la sorpresa iniziale i due iniziano a pregare. Kenshin chiede a Kaoru cosa dirà a Tomoe e lei risponde che la ringIntanto Kenshin ha sconfitto il nemico ed è stato riportato al dojo insieme a Yahiko. Là entrambi sono stati curati da Megumi e ora riposano.
E all’isola è arrivata la notizia del duello di Kenshin. Enishi e Kaoru capiscono quindi che ora sta bene. L’uomo conclude che l’ultima volta che ha avuto una visione di sua sorella, lei era triste perché suo marito stava bene, quindi decide che lo ucciderà con le sue stesse mani. (Ovviamente, quello era effettivamente un messaggio di Tomoe, ma lei era triste perché suo fratello tormentava suo marito!)

Inaspettatamente, il giorno stesso ritorna anche Sano, che ha vissuto un’avventura da solo: dopo essersene andato da Tokyo, torna nella città dove viveva prima. Lì incontra un uomo di nome Fudosawa, un commerciante in seta, nonché uno yakuza , che vuole prendere il controllo dell’intera città, ma è ostacolato da un uomo chiamato Kamishimoemon (è un nome assurdo, ma si chiama così!) , che ha due figli, Uki (la maggiore) e Outa (il minore).
All’inizio Fudosawa aveva ingaggiato due nostre vecchie conoscenze, i fratelli Hiruma, per fare fuori l’uomo, ma visto che Sano li sconfigge subito decide di chiederlo a lui. E siccome Sano ha deciso di riprendere la sua vecchia vita e gli sembra che il tipo possa essere un avversario interessante, accetta.
Il giorno dopo va ad incontrarlo e scopre… che è suo padre ^0^ (e quindi i bambini sono i suoi fratelli. Per vedere l’allegra famigliola di Sano, clicca qui) . L’uomo lo riconosce, ma dice anche che IN PASSATO aveva un figlio che si chiamava Sanosuke, ma che poi se n’è andato con “quell’impostore” di Sagara, quindi i due combattono. Alla fine si stancano, allora si fermano e Kamishimoemon spiega che vuole difendere il vilaggio affinché non perda il benessere che ha raggiunto con tanta fatica e che Fudosawa ha dalla sua un ex-Ishin Shishi, che è anche suo zio.
Il giorno seguente, Sano incontra la sua famiglia, ma il padre fa finta di vederlo per la prima volta, e così fa lui. Mentre i suoi figli vanno a mangiare, Kamishimoemon va a vendere dei cappeli in un negozio, ma il negoziante non può comprarli, perché è stato minacciato da Fudosawa. Mentre esce di lì, l’uomo incontra proprio Fudosawa con suo zio, che altri non è se non Tani (quello dell’avventura con Jine). Alcuni dei suoi uomini lo attaccano, però lui non può difendersi, perché se lo facesse e per caso ferisse lo Tani, che è un uomo politico, verrebbe coinvolta la polizia e tutto lo stato, e per il mercato del villaggio non ci sarebbe più speranza.
Ma, fortunatamente, interviene Sano, così il gruppo se ne va. Però Tani ha paura che Kenshin venga a sapere questa storia, quindi ordina che vengano tutti fatti fuori prima che questo accada.
La sera stessa, a casa Higashidani (questo è il cognome della famiglia di Sano), Sano scopre che sua madre è morta due anni prima. Subito dopo arrivano tutti i membri del villaggio, che dicono a Kamishimoemon che vogliono combattere con lui, così lui capisce che ha l’appoggio di tutti.
Quella notte, Kamishimoemon sparisce di casa. Uki corre in lacrime a dire a Sano che non lo trova più e che è preoccupata, perché suo padre le dice sempre dove va, così lei non piange, non piange come il giorno in cui se n’è andato suo fratello (sniff, sniff, che tenera… !). Sano le chiede dove sta Fudosawa, le dice di andare a casa e corre via. E trova suo padre proprio dalle parti della casa del loro nemico. Si parlano, e Sano gli dice che lui non deve combattere, perché sia che vinca, sia che perda verrà arrestato, e lui questo non può permetterlo, perché ha una famiglia da proteggere, mentre quella ormai non è più casa sua.
Kamishimoemon non si lascia convincere tanto facilmente, ma alla fine Sano gli molla un pugno nello stomaco e va a combattere da solo.
Anche Outa decide di andare a combattere. Per strada incontra suo padre, che gli dice che devono aiutare Sano, altrimenti si farà ammazzare, ma quando arrivano è già tutto finito ^0^.
Sulla via di casa, padre e figlio parlano un pò, principalmente di Uki, che è diventata apprensiva e iperprotettiva da quando suo fratello se n’è andato, perché ha paura di perdere la sua famiglia. E alla fine Sano se ne va, perché deve tornare a Tokyo per prendersi cura degli amici che ha lasciato. Non prima, però, di aver fatto i complimenti a Outa per il suo coraggio e di avergli detto di venire, un giorno a Tokyo e di bussare alla porta del Kamiya-dojo, perché è sicuro che potrà diventare molto forte. E non prima, ovviamente, di aver sistemato anche Fudosawa in persona.
Già il mattino dopo l’impresa di Sano è diventata leggenda. Outa si è fatto attaccare sulla schiena una toppa con scritto “Aku”, ed è tutto contento, e anche Uki è abbastanza felice, perché ha l’impressione che Sano fosse proprio suo fratello.

Sano, quindi, arriva da Megumi per farsi curare e la donna lo aggiorna.
Intanto Yahiko si risveglia, si alza e corre insieme agli altri in camera di Kenshin, che ha appena sognato Tomoe: lei gli chiedeva come stava, si raccomandava perché lui si predesse cura di suo fratello e poi gli diceva che la persona per la quale il suo sorriso è la cosa più importante (cioè Kaoru, naturalmente) lo sta ancora aspettando. Quando il gruppo entra, trova Kenshin già in piedi, che si gira verso di loro, si scusa e poi dice di portarlo dove si trova Kaoru.

Tutto il gruppo parte per l’isola dove Aoshi e Saitou hanno scoperto che si trova Kaoru.
Una volta sbarcati, cominciano i combattimenti: in breve, Sano, Saitou, Aoshi e Yahiko combattono ognuno contro uno dei Suu Hsing sconfiggendolo, mentre Hei Hsing sta a guardare (poi viene messo fuori combattimento direttamente dal suo capo perché ha trangredito all’ordine di andarsene dall’isola entro un’ora senza ficcare il naso nella sua vendetta personale).
Per chi conosce Fushigi Yuugi, i quattro Suu Hsing hanno tatuato sulla fronte quattro kanji che si leggono Suzaku, Seiryuu, Genbu, e Byakko, cioè i quattro leggendari animali protettori della capitale imperiale ^o^.

Quando i nemici sono finiti arriva Kaoru, che però viene fermata da Enishi prima di raggiungere il gruppo. Kenshin si alza, le dice di aspettarlo lì e inizia il lungo duello con Enishi.
La battaglia è molto dura, ma Kenshin dice al suo avversario che ha finalmente trovato la risposta che cercava, cioè usare la sua spada e le sue tecniche “non mortali” per difendere la felicità delle persone che incontra, per cui non ha intenzione di morire così facilmente. Poi, come se non fosse già abbastanza fuori di testa, Enishi, vedendo che sua sorella non sorride più per lui, impazzisce ancora di più e si mette ad urlare che lo ucciderà. Mette così in atto la sua tecnica segreta, il Kyoukei Myaku, che consiste nell’affinare tutti i sensi diventando così molto più reattivo e veloce (e pure abbastanza ripugnante, perché da fuori gli si vedono tutti i nervi ingrossati ^_^;;), ma Kenshin gli risponde con un’altra tecnica: rimettendo la spada nel fodero mentre passa accanto ad Enishi genere delle onde sonore che in genere rendono l’avversario sordo per un attimo, ma che in questo caso hanno conseguenze ben peggiori, coplendo anche sugli organi dell’equilibrio. Enishi (che, come ho detto, tanto sano di mente non è!) tanto per aggirare il problema si sfonda un timpano!
I due si trovano così faccia a faccia per l’ultimo colpo, quello che probabilmente deciderà il vincitore, ed è ovviamente Kenshin a vincere, ma ancora non è finita: Hei Hsing si risveglia e comincia a sparare. Kaoru si mette fra lui e Kenshin, ed Enishi, osservando la scena, capisce finalmente come sono andate le cose alla morte di sua sorella. Il ragazzo salva Kaoru colpendo Hei Hsing, poi Kenshin si mette in mezzo per impedire che lo uccida.
A questo punto è veramente finito tutto e Kenshin può tornare da Kaoru.

Enishi viene arrestato, ma prima che venga portato via Kaoru gli consegna il diario di Tomoe. Dopo poco tempo però scappa di prigione e va a rifugiarsi al Rakuninmura, proprio accanto ad Oibore. I due, pur essendo padre e figlio, non si riconoscono, o perlomeno fingono di non riconoscersi, limitandosi a dirsi a vicenda che forse si sono già incontrati da qualche parte. Poi Oibore pensa che Enishi deve rimanere lì, considerando il loro incontro qualcosa di casuale, fino a che non verrà anche per lui, proprio come è accaduto a Kenshin, il momento di alzarsi di nuovo in piedi.

Intanto Kenshin e Kaoru sono andati a Kyoto a visitare la tomba di Tomoe. Appoggiati davanti ad essa trovano degli strani oggetti: un fermaglio da donna e il profumo che usava Tomoe. Dopo la sorpresa iniziale i due iniziano a pregare. Kenshin chiede a Kaoru cosa dirà a Tomoe e lei risponde che la ring

bedava sex izleme videolari free mobile sex videos