Il mistero della pietra azzurra

Ci troviamo a Parigi nel 1889 ed è in corso la Fiera Universale della Tecnologia. Jean sta lavorando per sistemare il suo velivolo quando vede un’incantevole ragazzina in bicicletta. Tutto tranquillo insomma… e invece no, perché Nadia, la ragazzina citata poco fa, si trova subito nei guai e ovviamente toccherà a Jean aiutarla: tre simpatici banditi, con l’aiuto del loro mezzo meccanico multiuso Kratan, vogliono rubarle una misteriosa pietra che ha la facoltà di avvertirla quando un pericolo incombe. Il richiamo a cartoni come Yattaman, Calendarmen, I predatori del tempo e simili è talmente forte che chiunque li abbia visti almeno una volta non può fare a meno di notarlo.
Dopo alcuni inseguimenti e altrettante fughe il taglio della storia cambia drasticamente: Hideaki Anno (quello di Neon Genesis Evangelion, ricordate?) ha deciso di far entrare in scena alcuni romanzi di Jules Verne a modo suo. Dico romanzi perché oltre al celeberrimo “20000 leghe sotto i mari” vengono presi notevoli spunti per episodi di contorno anche da “Cinque settimane in pallone” e da “L’isola misteriosa”. Il vero racconto preponderante però è il primo e ce ne rendiamo immediatamente conto quando fa la sua prima comparsa il Nautilus, sottomarino ipertecnologico impegnato costantemente in una battaglia contro misteriose forze malvagie. Praticamente senza nemmeno accorgersene, i protagonisti si trovano catapultati in una storia decisamente più grande di loro, da cui però potranno imparare molto. A ben guardare, in realtà, è questo il nodo centrale de Il mistero della pietra azzurra: portare i personaggi a comprendere la propria finitezza. Detto così sembra un po’ strano e magari difficile da capire, ma ora mi spiegherò meglio.
Il mistero della pietra azzurra di Hideaki Anno (anime)

Tutti i personaggi all’inizio della storia hanno una fede incrollabile in qualcosa: Jean nel potere della scienza, Nadia nella sua capacità di far fronte ad ogni pericolo da sola, Nemo (che ovviamente è il comandante del Nautilus) nella convinzione che la sua causa vada al di sopra di qualsiasi altra cosa e così via. Com’è facile immaginare, ognuno di essi presto o tardi si dovrà ricredere: Jean tocca con mano l’impotenza della scienza in due occasioni principalmente e in entrambe si trova a ripetere la stessa lapidaria sentenza su quello che è il presunto potere di essa…per un inventore come lui il peso di quelle parole è davvero immenso. Nemo invece decide di interrompere almeno un paio di volte la missione per andare in soccorso dell’unica parente che ha ancora in vita, la cui identità ovviamente non rivelerò per questioni di spoiler, anche se credo che sia piuttosto chiara. Nadia… beh per lei bisognerebbe fare un discorso lunghissimo.

TESTI SIGLE
Il mistero della pietra azzurra-Fushigi no umi no Nadia-Yes!

Il mistero della pietra azzurra

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